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Il punto di vista del Regno Unito

 

In data 10 novembre 2014, onA.I.R. ha partecipato ad una rivoluzionaria conferenza sul futuro della sottotitolazione, un incontro a cura dell’UK Council on Deafness, Sense e Action on Hearing Loss,  a Londra presso la sede di Amnesty International.

 

La conferenza ha visto grandi nomi susseguirsi nelle presentazioni e noi eravamo lì per accogliere quante più informazioni e ispirazione possibili.

Paul Breckell, amministratore delegato di Action on Hearing Loss, ha introdotto la sessione mattutina sottolineando il ruolo della TV nel mondo odierno e la necessità, nel Regno Unito, della sottotitolazione dei programmi on demand incentrando, poi, il suo intervento sull’accuratezza necessaria per produrre un prodotto di qualità.

“Il monitoraggio della qualità dei sottotitoli in tempo reale”, presentazione di Peter Bourton, responsabile delle politiche sui contenuti televisivi presso Ofcom. Bourton si è espresso, invece, in particolare sulla tipologia dei programmi televisivi che prevedono già il servizio di sottotitolazione e quelli che, invece, ne hanno un urgente bisogno. Ha poi illustrato le caratteristiche di programmi quali il telegiornale, gli spettacoli di intrattenimento e i talk shows. Nel suo lavoro, Bourton ha portato avanti uno stretto monitoraggio di alcune categorie particolari di programmi televisivi e questo lo ha aiutato ad avere oggi un’idea ben precisa delle lacune e dei problemi da risolvere, tra questi: la qualità, i sottotitoli in blocco, la velocità (soprattutto nei programmi live) e i ritardi tra il parlato e il testo scritto. Un’interessante iniziativa, svelata in sede di conferenza, è la sperimentazione a cura di un’emittente gallese, la S4C, che investigherà la possibilità di ritardare i programmi in tempo reale per dare l’opportunità a chi fornisce i sottotitoli di avere più tempo a disposizione per migliorare l’accuratezza e la sincronizzazione dei sottotitoli stessi.

“Nuovi sviluppi nella sottotitolazione in tempo reale”, la presentazione a cura di David Padmore, responsabile per l’accessibilità presso Ericsson Broadcast & Media Services. Padmore ha sottolineato quanto il Regno Unito sia passi avanti rispetto ad altri paesi in materia di sviluppo incrementale. La Ericsson, che è un’azienda che fornisce servizi di sottotitolazione, ha a cuore il valore della sottotitolazione, e Padmore ci ha illustrato nel dettaglio come si possono evitare alcuni problemi comuni nella sottotitolazione di programmi differenti. “I programmi registrati” dice “dovrebbero avere sottotitoli registrati”, ma specifica, poi, che i programmi dal vivo costituiscono la vera sfida. Nel caso in cui ci fossero parti già note a priori si potrebbero inserire dei sottotitoli preparati a monte e presentati direttamente in blocco sullo schermo, in questo caso sarebbe l’utente a dover scendere con le frecce man mano che legge. La sincronizzazione, però, così si perderebbe del tutto. Un’altra opzione sarebbe quella dell’anticipazione dei contenuti e, di conseguenza, del vocabolario che potrebbe essere usato durante la diretta. Ma, come già detto, nei programmi live è molto difficile e la sottotitolazione risulta troppo spesso inaccurata. Padmore ha poi elencato una serie di possibili scenari multimediali che dovrebbero essere aperti ad un costante lavoro di sottotitolazione e che, purtroppo, ancora non lo sono, ad esempio le clip sui siti web e i video su YouTube. Infine, i motivi principali per i quali bisognerebbe incrementare l’utilizzo dei sottotitoli per Padmore sono: l’accessibilità per gli stranieri o per coloro che cercano di imparare una lingua, il supporto ai video di ogni sorta negli spazi pubblici o rumorosi, l’ottimizzazione dei contenuti nei motori di ricerca e infine l’accessibilità ai contenuti sui social media.

“Un altro approccio, un’altra priorità”, presentazione del dott. Pablo Romero Fresco, dall’Università di Roehampton. Quest’ultimo ci ha parlato, invece, di un progetto di ricerca che utilizza una tecnologia di monitoraggio oculare e di un progetto sperimentale, Accessible Filmaking, che espone la possibile cooperazione tra traduzione e accessibilità come parti integranti del processo di creazione e produzione, in opposizione all’attuale ruolo di mere modifiche in fase di post produzione. Il professor Pablo Romero Fresco ha affrontato le tematiche della formazione dei respeakers così come della necessità di convincere i produttori televisivi ad investire, più dell’attuale 1%, sulla traduzione e sull’accessibilità a partire dal palco fino ai festival cinematografici, ed ha riportato l’esempio positivo della Fondazione Apulia Film Commission (www.apuliafilmcommission.it) e dell’ITU (www.itu.int/en/action/accessibility). Si è parlato, poi, di esempi pratici in cui in alcune serie tv molto attuali viene usato sempre più il caratteristico testo-su-schermo, come ad esempio in “Sherlock” o “House of Cards”, come mezzo per descrivere i pensieri del personaggio, oppure facendo un primo piano di un telefono cellulare con un messaggio sullo schermo e così via. Altri approcci citati sono stati, nel contesto di un documentario sull’audio descrizione, l’utilizzo dei sottotitoli tra i due personaggi, piuttosto che in basso al centro dello schermo, per accorciare i tempi di lettura e per permettere di afferrare quante più immagini possibili. In seguito ha citato la sperimentazione con diversi tipi di stili dei caratteri o di colore dei caratteri stessi o dello sfondo dei sottotitoli, o ancora l’uso delle lettere maiuscole, per garantire la leggibilità, la corretta formattazione, il facile riconoscimento di un cambio di oratore oppure per identificare il tipo di emozione espressa o rumori o brani musicali, in quanto anche questi ultimi sono portatori di informazioni. Tutte opzioni che dovrebbero essere personalizzabili in base alla necessità specifica dell’utente.

 

Altri campi di studio menzionati sono stati i software per il riconoscimento del parlato e la poca precisione nella produzione automatica dei sottotitoli. Ma sarebbe impossibile riassumere il grandissimo contributo offerto a noi presenti da tutti gli oratori della conferenza.

Altri interessatissimi interventi sono venuti dagli altri partecipanti al pannello degli esperti durante la seconda parte della conferenza:

  • Graham Willis, Deluxe
  • Ian Cottrell, ITV
  • Nathalie Sfakianos, volontaria per Action on Hearing Loss
  • Simon Pearse, per l’accesso dei sordi alla comunicazione
  • Tanvir Ahmed e Laura Matthews, Action on Hearing Loss
  • Gareth Ford Williams, BBC Future Media
  • Peter Johnson, ATVOD
  • Alex Varley, Media Access, Australia
  • Lidia Best, presidente del NADP e membro UKCoD
  • Joff McGill, Sense e membro UKCoD

Per tutta la durata dell’incontro, inoltre, Deluxe ha fornito una dimostrazione di sottotitolazione in tempo reale, mentre la postazione della BBC ha reso disponibili alcuni risultati delle loro ultime ricerche in tema di posizionamento dei sottotitoli sullo schermo.

I partecipanti hanno avuto la possibilità di fare domande agli esperti sia prima della conferenza, inviando le proprie domande, che in loco. Tutti gli interventi sono stati personali e accolti con interesse, dalla mamma con la figlia sorda a scuola che chiede un aiuto per il programma scolastico alla domanda sui sottotitoli per i film sugli aerei intercontinentali fino alla questione dell’importanza della regolamentazione in materia di sottotitolazione.

Insieme alla sottoscritta, erano presenti alla conferenza anche Giuliano Pirelli e Giacomo Pirelli che ci ha dato un resoconto personale sull’esperienza della giornata e che riporto con piacere:

“Uk Council on Deafness (Uk Cod), in italiano "comitato inglese sulla sordità", è il principale organizzatore della conferenza, assieme ad Action on Hearing Loss (ex RNID Royal National Institute of Deaf fino a pochi anni fa), è costituito da più di 60 associazioni che si occupano di sordità da Action on Hearing Loss a Hearing Link (http://deafcouncil.org.uk/about-us/member-organisations) e ha l’obiettivo di incoraggiare uno scambio di opinioni, di idee e di punti di vista tra i soci per poter collaborare insieme sui stessi temi come per es. la sottotitolazione in TV, la riabilitazione medica, la lingua dei segni, etc…, una cosa che non avviene quasi mai in Italia, data la rivalità tra la fiadda e l'ens.

Sarebbe un buon esempio da applicare nel nostro paese, per diventare un punto di riferimento principale per il Governo, per quanto riguarda l'adesione in comune alle varie iniziative politiche nel futuro, inclusa quella sull'accessibilità delle TV italiane.

Alla conferenza erano presenti ben 200 partecipanti di diverse associazioni relative alla sordità, tra cittadini sordi, psicologi, ricercatori e esperti in tal materia, erano motivati, interessati a fare delle domande e scambiare le loro opinioni relative alla sottotitolazione TV nei confronti dei relatori. L’evento è stato reso accessibile tramite la sottotitolazione in tempo reale e interpretariato BSL (British Sign Language). Alcuni sordociechi hanno potuto usufruire dell’interprete BSL tattile per seguire l’evento.”

Insieme, infine, abbiamo incontrato la vice presidentessa dell'EFHOH e Chair del NADP (National Association of Deafened People) nonché membro dell’UK CoD, Lidia Best Smolarek, per discutere di un'eventuale collaborazione con onA.I.R. e con le associazioni italiane dei sordi per organizzare una conferenza sulla sottotitolazione in Italia l'anno venturo, auspicando anche la presenza di un ministro e/o di un rappresentante del contesto politico italiano.

 

Qui di seguito il sito ufficiale della conferenza per chi avrà voglia di approfondire:

http://www.actiononhearingloss.org.uk/FutureOfSubtitling.aspx

Per chi fosse interessato, inoltre, sulla pagina sopracitata c’è anche il PDF da scaricare, messo a disposizione dagli organizzatori, con il resoconto dell’intero evento in lingua inglese.

 

Valeria Pasca

Vice presidente onA.I.R.

Tutto sul Respeaking (clicca sull'immagine)


Dalla rivista on-line "Specializzazione" dell’Istituto IDI-INFORMATICA
e dell’Accademia Giuseppe Aliprandi - Flaviano Rodriguez,
"Numero Monografico sul Respeaking"
a cura di Carlo Eugeni e Luigi Zambelli, maggio 2013.

www.accademia-aliprandi.it

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